Pubblicato in: Gli incontri / crac /

Disobbedire per affermare

L’incontro con Wajeha Al-Huwaider e Tamar Pitch

Di fronte a una legge ingiusta, com’è pensabile un diritto alla disobbedienza? Oppure disobbedire è sempre un non-senso giuridico? In un ordine costituito, dove disciplina e controllo spesso non tengono conto di nuove istanze sociali, che ruolo può avere la disobbedienza quando voglia affermare altri diritti e altre garanzie? Disobbedire, in maniera civile e intelligente, non è mai facile. Sicuramente non lo è in regimi autoritari. Ma non lo è neanche in democrazie avanzate, dove la grammatica dei diritti non sempre corrisponde alle pratiche di libertà. Con in testa queste domande e queste sollecitazioni, Multiverso, all’interno degli appuntamenti di Vicino/Lontano, ha incontrato Wajeha Al-Huwaider e Tamar Pitch, la prima per una testimonianza attiva di disobbedienza civile e la seconda per un inquadramento teorico e normativo di questa forma di protesta. Wajeha Al-Huwaider è da molti anni impegnata nella difesa dei diritti umani in Arabia Saudita, dove la condizione delle donne è privata delle più elementari libertà individuali. Se solo recentemente il re Abdullah Bin Abdul-Aziz ha concesso il voto municipale alle donne e annullato la condanna a dieci frustate inflitta a Sheima, una donna che aveva sfidato il divieto di guidare l’auto, questo sicuramente lo si deve al nuovo vento della primavera araba che sta costringendo molte dittature del nord Africa e del Medio Oriente a rivedere le loro costituzioni, ma anche all’insistente e costante attività di donne come Wajeha. In Arabia Saudita le donne non sono considerate persone capaci di autonomia: non possono sposarsi, viaggiare, lavorare andare a scuola o all’università, prendere casa a attivare qualsiasi tipo di contratto senza il permesso di un loro tutore. La loro vita è sempre sotto il controllo di padri, fratelli, mariti o addirittura dei loro stessi figli. Per denunciare questa evidente violazione dei diritti, Wajeha Al-Huwaider è stata protagonista di molte iniziative di disobbedienza civile che, dalla sua stessa testimonianza, non sono risposte negative allo stato delle cose ma affermazioni positive per una vita che risponda alle regole fondanti di una società civile. Tra le sue azioni più significative, ricordiamo già nel 2007 il farsi riprendere alla guida per poi postare il filmato su You Tube, dove sono finite anche le campagne a favore della possibilità delle donne di fare sport e di poter partecipare alle olimpiadi o di fare musica in pubblico. Secondo Wajeha, inoltre, l’utilizzo del web è di grande aiuto; è infatti il modo più efficace per fa conoscere a tutto il mondo le condizioni delle donne saudite così da attivare la pressione delle diplomazie internazionali nei confronti delle autorità dello Stato. Con Tamar Pitch, invece, si sono indagate le caratteristiche entro le quali si possa parlare di disobbedienza civile. Dev’essere una risposta intenzionale, individuale e pubblica di un’azione non violenta, pronta ad affrontare tutte le conseguenze e che si pone come obiettivo quello di ripristinare una frattura tra diritto e giustizia.

Wajeha Al-Huwaider, scrittrice e attivista per i diritti umani, cofondatrice della Società per la difesa dei diritti delle donne in Arabia Saudita, si occupa di politica, società e dei rapporti tra mondo islamico e Occidente. Scrive per importanti testate giornalistiche sia in arabo che in inglese (“Al-Watan” e “Arab News”). Nel 2003, per le sue attività in difesa delle minoranze, le è stato impedito di esercitare il suo mestiere. Arrestata nel 2006, solo di recente le è stato concesso di recarsi in Bahrain, dove vive attualmente.

Tamar Pitch insegna Filosofia del diritto presso l’Università di Perugia. Si è occupata di problemi relativi alla giustizia penale e al rapporto tra genere e diritto. Tra le sue ultime pubblicazioni ‘Diritti fondamentali: disuguaglianze sociali, differenze culturali, differenza sessuale’ (Torino, Giappichelli 2004) e ‘La società della prevenzione’ (Roma, Carocci 2006).

Commenta

La tua email non sarà pubblicata né diffusa. I campi obbligatori sono segnalati da *




saperi e pratiche si incrociano
per conoscere
nella pluralità
di pensieri
contro dogmi
e universalismi
multidisciplinare
multilinguaggio
multistile
multiverso

Forum Editrice Universitaria Udinese Università degli Studi di Udine in collaborazione con cdm associati - comunicazione e visual design in collaborazione con Altreforme - ricerca / web&multimedia / formazione
Privacy Policy