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Multiverso intervista Donatella Di Cesare

IL VALORE MILITANTE DELLA FILOSOFIA Ospite del Festival Mimesis, dove ha ricevuto il Premio Udine Filosofia 2019, Donatella Di Cesare ha incontrato gli studenti dei licei cittadini tenendo una Lectio su ‘Che cos’è la filosofia?’. Per Multiverso è stata l’occasione di porgerle alcune domande su alcuni concetti chiave della nostra contemporaneità. Di fronte al sentimento di impotenza in cui spesso ci troviamo rispetto a grandi questioni come quelle relative all’ambiente, all’accoglienza, alla diseguaglianza, all’ingiustizia, che significato hanno valori come l’esempio e la responsabilità? E che significato dare al ricorso al male minore quando nell’affrontare alcune questioni diamo maggior credito a quelle soluzioni apparentemente meno brutali, accettabili e tollerabili, ma che spesso, paradossalmente, non sono risolutivo e possono portare a mali più grandi? O perché si finisce per accettare una quantità così alta di violenza di odio e di violenza? Che ruolo ha la disobbedienza nelle nostre democrazie? Se la disobbedienza richiede consapevolezza, dove ci porta l’ignoranza oggi così diffusa? E ancora, sarebbe sostenibile un’economia che metta in questione il tabù della proprietà privata convertendola all’uso più appropriato di beni comuni e condivisi?

Si ringrazia il Festival Mimesis (intervista del 26 ottobre 2019)

Donatella Di Cesare, ordinaria di Filosofia teoretica alla Sapienza di Roma, è una delle filosofe più presenti nel dibattito pubblico italiano e internazionale. Per Multiverso ha scritto in «Senso», “Quando le parole parlano per noi” (2015) e su “Tortura fuorilegge” il breve saggio su “La tortura nel mondo contemporaneo” (2016). Tra i suoi ultimi libri: “Terrore e modernità” (2017) e “Marrani. L’altro dell’altro” (2018), entrambi per Einaudi. Presso Bollati Boringhieri ha pubblicato “Israele. Terra, ritorno, anarchia” (2014), “Heidegger e gli ebrei. I «Quaderni neri»” (2016), “Heidegger & Sons. Eredità e futuro di un filosofo” (2015), “Tortura” (2016), “Stranieri residenti. Una filosofia della migrazione” (2017), “Sulla vocazione politica della filosofia” (2018). Ha ricevuto il premio Udine Filosofia 2019 (Festival Mimesis).

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