Pubblicato in: Le interviste / n. 11 Misura /

Come sta la nostra democrazia? Multiverso incontra Nadia Urbinati

Ospite a Vicino Lontano, dove assieme a Giacomo Marramao e Virginio Colmegna ha partecipato a un incontro sul rapporto tra il bene e il giusto, Nadia Urbinati ha ‘dialogato’ con la redazione di Multiverso intorno ad alcuni dei problemi che affliggono le nostre democrazie occidentali. Partendo dalla dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, adottata dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite il 10 dicembre 1948, ci si è soffermati sulla critica avanzata da alcuni studiosi che hanno messo in discussione proprio l’universalità di quei principi sostenendo che, spesso, essa risulta essere soltanto presunta, in quanto utilizzata solo come paravento per l’egemonia politica e culturale di una sola parte. Gli altri temi affrontati hanno riguardato alcuni aspetti della vita democratica che sono una misura attendibile sullo stato di salute del nostro convivere civile e sociale: dal ricorso al ‘male minore’ nelle decisioni in democrazia ai concetti di disobbedienza civile e del diritto di resistenza, dall’idea di giusto e utile alla crisi della rappresentanza politica e ai fatti di Genova a al relativo ingiustificato uso della violenza da parte della polizia di stato.

Nadia Urbinati, docente di Teoria politica alla Columbia University di New York, collabora con ‘Repubblica’, ‘Il Fatto quotidiano’, ‘Il Sole 24 Ore’ e ‘Lavoce.info’. Tra i suoi saggi: ‘L’ethos della democrazia’ (2006); ‘Ai confini della democrazia’ (2007); ‘Lo scettro senza il re’ (2009); ‘Individualismo democratico. Emerson, Dewey e la cultura politica americana’ (2009); ‘Liberi e uguali’ (2011).

Un commento a “Come sta la nostra democrazia? Multiverso incontra Nadia Urbinati”

  • ermanno bitelli scrive:

    No, non ci si dimette gentilissima signora. Sono convinto che occorre rimanere dentro la nomina conferitale e lottare dall’interno contro l’unico vero, autentico male che ci ritroviamo cioè la corruzione, che ha devastato ogni e qualsiasi concetto di etica prima ancora di provocare e sostenere l’attuale e inestinguibile disastro economico. Già nel suo “Umanesimo integrale” del 1936 J.Maritain, (non sono cattolico) sosteneva la devastazione della politica in seguito al predominio di un clima di immoralità. Sembra paradossale ma non lo è: l’unico guaio che abbiamo in Italia è la corruzione e tutti gli altri elementi che compongono i nostri guai sono figli di questa mamma. Allora non credo sia opportuno lasciare l’incarico conferitole per lasciare il posto ad altro più omogeneo al sistema. Rimanere dentro, lo so, implica essere contro, fare una enorme fatica, dei nemici, ma il gesto sublime di rinunciare non serve a niente, la dimostrazione muore di significato la sera stessa. Cordialmente e con stima. E.B.

Commenta

La tua email non sarà pubblicata né diffusa. I campi obbligatori sono segnalati da *




saperi e pratiche si incrociano
per conoscere
nella pluralità
di pensieri
contro dogmi
e universalismi
multidisciplinare
multilinguaggio
multistile
multiverso

Forum Editrice Universitaria Udinese Università degli Studi di Udine in collaborazione con cdm associati - comunicazione e visual design in collaborazione con Altreforme - ricerca / web&multimedia / formazione
Privacy Policy