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Le implicazioni sociali della matematica. Intervista a Fabrizio Catanese

La matematica si arricchisce trovando soluzioni ai problemi e per risolvere problemi si ricorre spesso alla matematica. Gli algoritmi, per esempio, sono alla base dei motori di ricerca sul web. Se facciamo una ricerca su Google digitando male una parola, il motore, che è un motore semantico, la corregge, oppure se cominciamo una parola nuova, continua lui la frase, interpretando il cammino fatto da precedenti utenti. È uno sviluppo sistemico che ha i suoi risvolti commerciali ma non riguarda solo i profitti, infatti, in questo caso a trasformarsi sarebbe la lingua stessa. Questo e altri temi sono stati l’argomento di una conversazione con il matematico Fabrizio Catanese, a cui abbiamo rivolto alcune domande sulle implicazioni che la matematica ha e può avere nella vita quotidiana. Viviamo, infatti, in tempi in cui il fallimento della politica ha portato, o riportato, i tecnici ad amministrare la cosa pubblica. Le due cose dovrebbero andare insieme e invece non succede per motivi strumentali, di interesse o di propaganda. Per un cittadino, capire se sia giusto o sbagliato una cosa o l’altra a volte diventa difficile, come nel caso degli ogm, della tav, dei campi magnetici o del problema della sicurezza, tanto da chiederci che posto occupi, oggi, la divulgazione scientifica nella nostra società. La matematica, inoltre, come altre scienze, non è esente da strumentalizzazioni da parte di chi vuol trarre i suoi vantaggi. Il rapporto tra potere e conoscenza, infatti, ha una lunga storia. In ‘Fontamara’, di Ignazio Silone, un impresario, per far intendere la sua buona volontà nel risistemare il corso di un rigagnolo che aveva di fatto sottratto ai contadini e da cui sarebbe dipesa la loro sopravvivenza, cercando un accordo sul tempo in cui ciò sarebbe accaduto, se ne uscì dicendo che no, cinquant’anni sarebbero stati veramente troppi e che lui avrebbe trovato più giusto un periodo di dieci lustri. Ora, non è certamente colpa della matematica se le due misure coincidevano e coincidono tutt’ora, dipende piuttosto dal nome che si dà alle cose e alle misure. Oggi siamo alle prese con spread, differenziali e algoritmi. C’è da chiedersi se sia cambiato qualcosa. Per finire, a Fabrizio Catanese abbiamo chiesto cosa sia l’errore per un matematico e cosa la matematica, scienza necessaria a tutte le altre, abbia preso dagli altri saperi.

Fabrizio Catanese, accademico dei Lincei, insegna Geometria algebrica all’Università di Bayreuth (Germania). Ha ricoperto la Cattedra di Gauss all’Università di Gottinga, è stato professore ordinario all’Università di Pisa e dirige il Centro internazionale per la ricerca matematica di Trento.

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