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Lo spirito critico: un obbligo morale per vivere uno spazio plurale Multiverso intervista Laura Boella

«I social veicolano spesso opinioni, fatti e informazioni che corrispondono già a quello che noi vogliamo sapere» afferma Laura Boella, constatando quale sia oggi la complessità del dibattito pubblico e, allo stesso tempo, invitandoci a un rinnovato impegno civile: «Noi oggi siamo responsabili anche di ciò di cui non siamo responsabili».

Infatti, se per un verso il nostro approccio alla conoscenza può disporre di un continuo aumento di informazioni, dall’altro va sempre più impoverendosi di spirito critico e di capacità di ragionamento. Un antidoto a questa situazione sta nel recuperare quell’analisi che ha fatto progredire il nostro sapere e che è andata affinandosi con l’approfondimento, il rigore scientifico, la precisione del linguaggio e l’onestà intellettuale. Tutte cose nate perché abbiamo cominciato a porci delle domande e, di fatto, non abbiamo mai smesso di farlo. È su queste sollecitazioni che Multiverso ha intervistato Laura Boella, recentemente intervenuta al Festival Mimesis 2018. «Avere spirito critico significa sapere distinguere. Critica viene da distinguere che, nell’etimologia greca, si riferiva proprio all’attività del tessitore che separa un filo dall’altro e li intreccia. È questa la materialità della parola critica». A partire dalla centralità della funzione che lo spirito critico dovrebbe sempre avere nel dibattito pubblico, Laura Boella è intervenuta anche su tematiche che riguardano il ruolo della scienza e il suo rapporto con la tecnologia, l’autorità del sapere e il diritto alla conoscenza, allargandosi anche su quale sia il senso che le unisca tra loro e su quanto il contesto in cui agiamo sia condizionato da un sentire che può diventare appiattente e omologante.

L’intervista si è tenuta a margine del Festival Mimesis, Udine, sabato 27 ottobre 2018.

Laura Boella insegna Filosofia morale ed Etica dell’ambiente presso il Dipartimento di Filosofia dell’Università statale di Milano. Si è dedicata allo studio del pensiero femminile del ’900, proponendosi come una delle maggiori studiose di Hannah Arendt, Simone Weil, Maria Zambrano e Edith Stein. In questo ambito, ha sviluppato in particolare il tema delle relazioni intersoggettive e dei sentimenti di simpatia, empatia, compassione. Tra i suoi libri più recenti “Il coraggio dell’Etica” ed “Empatie”, pubblicati per Raffaello Cortina Editore.

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