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I movimenti delle donne in occidente

La presentazione alla Fiera ‘Più Libri Più Liberi’ (Roma, 10 dicembre 2011) di ‘Voci dalla rete. Come le donne stanno cambiando il mondo’ è stata l’occasione di un incontro con Elisabetta Addis, docente di Economia politica dell’Università di Sassari e componente del Comitato promotore nazionale ‘Se non ora quando’ e Tamar Pitch, docente di Filosofia del diritto dell’Università di Perugia. Le protagoniste delle testimonianze raccolte nel libro da Maria G. Di Rienzo ci dicono di quanto ancora debba essere fatto in tante parti del mondo. Quelle esperienze, tuttavia, non sono di lamentazione, al contrario sono un inno alla vita e un impegno concreto per il cambiamento e le loro vittorie, forse piccole e parziali, hanno una portata universale: ci portano a riflettere anche sul nostro presente tanto che spesso, ascoltando quelle storie, le associamo a realtà a noi lontane, dove l’assenza dei diritti fondamentali ce le fanno apparire incivili e fuori dal tempo, senza tuttavia chiederci se nel nostro, cosiddetto, primo mondo, vada tutto bene. E proprio su quale sia la situazione qui in occidente si è parlato nella conversazione moderata da Norma Zamparo. I temi sono stati da una parte di natura economica e dall’altra di natura giuridica o relativa ai diritti umani delle donne. Gli scenari immaginati hanno riguardato il ruolo delle donne nelle crisi economiche, il loro accesso al credito e cosa significhi un’economia con più soldi gestiti dalle donne stesse, con un riferimento alla funzione del micro e del macro-credito. Sul fronte dei diritti, siamo sempre pronti a criticare l’eccessivo condizionamento che la religione ha nei paesi islamici come in quelli attraversati dalle rivolte degli ultimi mesi, dove dalle elezioni sembrerebbero avere la meglio i fratelli musulmani e i partiti della tradizione. A ben vedere, neanche da noi, in occidente non è che siamo così poco condizionati e e spesso la morale influisce sui diritti e, spesso, su quelli che riguardano la vita delle donne. Altro tema che emerge dal libro sono le testimonianze delle tante e varie forme in cui le donne sperimentano e subiscono violenza, da quella domestica alle mutilazioni genitali, dagli abusi sessuali agli stupri etnici come arma di guerra. Anche in Italia, c’è un sommerso tragico, che difficilmente emerge come dovrebbe: una donna su tre, nel corso della sua vita, è vittima della violenza maschile e ogni anno vengono uccise in media 100 donne da mariti, fidanzati o da ex. È una statistica da bollettino di guerra e non è ammissibile che ciò accada. L’incontro si è svolto alla vigilia della manifestazione organizzata dal comitato ‘Se non ora quando’ che ha portato a riempire le piazze d’Italia, dopo la grande manifestazione del 13 febbraio, questa volta con il motto di ‘Se non le donne, chi?’.

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