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Il cinismo di Altan. Alla fine siamo tutti uguali

a cura di Augusta Eniti

Francesco Tullio Altan è una delle penne più velenose che mai si siano viste in Italia, ma capace anche di creare personaggi per bambini di tenerezza infinita, come la celebre Pimpa, il cagnolino a pois disegnato per il «Corriere dei Piccoli». È difficile che Altan si esprima al di fuori della sua arte, in questa videointervista, pubblicata da Forum, curata da Augusta Eniti per la regia di paolo Comuzzi, lo ritroviamo, tuttavia, pronto a rispondere alle sollecitazioni sul suo modo di pensare e di vivere il suo mestiere. Di seguito due brevi estratti dal dvd.

Francesco Tullio-Altan, semplicemente conosciuto come Altan, abbandona gli studi di architettura per dedicarsi alla scenografia e alla scennegiatura. Nel 1970 si trasferisce in Brasile, dove crea il suo primo personaggio per bambini, per poi iniziare la sua carriera da fumettista in Italia, creando nel 1975 la Pimpa, il cagnolino a pois amatissimo dai bambini. Nello stesso anno i suoi primi fumetti per adulti appaiono su «Linus», giornale del quale sarà per anni collaboratore permanente; le sue famose vignette di satira politica – molte delle quali imperniate sul più conosciuto dei suoi personaggi, Cipputi, – vengono pubblicate da «Tango», «Cuore» e «Smemoranda», ma appaiono anche su molti altri giornali italiani, per non parlare della sua decennale collaborazione con «L’Espresso» e, più recentemente, con il quotidiano «La Repubblica». A partire dal 1992 ha illustrato tutta la serie dei romanzi e racconti di Gianni Rodari; tra le opere di altri autori sono da ricordare Il libro dei gatti tuttofare di Thomas S. Eliot, Emilio di Antonio Porta, Il naso di Nikolaj Gogol’ e Istruzioni alla servitù di Jonathan Swift. Tra il 1982 e il 1983 ha lavorato ad una serie, diretta da Osvaldo Cavandoli, di 26 filmati di animazione col personaggio della Pimpa per una co-produzione televisiva internazionale RAI, replicata più volte in vari paesi. Nel 1990 ha vinto il premio ‘Capri’ per il giornalismo e nel 2001 gli sono stati assegnati ben tre premi: il ‘Grinzane Junior’ per il libro Pimpa vola in Africa, il ‘Pozzale’ per il libro Anni Frolli e il premio ‘È Giornalismo’ assegnatogli da Giorgio Bocca e Enzo Biagi «perché le sue vignette, con una capacità di informazione e una sintesi straordinarie, assumono un’importanza non inferiore a un articolo di fondo».

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