Pubblicato in: n. 04 Colore /

I colori del diritto

di Luigi Gaudino

Il diritto ha un colore? La risposta più immediata dovrebbe essere negativa.
L’icona della giustizia è, infatti, una donna bendata: spada e bilancia sono i suoi attributi. Nessun colore: neutro lo sguardo – anzi: cieco – perché imparziale e inflessibile.
Basta poco, però, per accorgersi che non è così: di colori e diritto si può parlare; e il discorso può essere condotto lungo una molteplicità di piani.

In biblioteca. Mi guardo intorno. Sugli scaffali i tanti libri – allineati con cura – rivelano, proprio in virtù dei loro colori, il loro tempo.
Rilegature rigide, colori austeri. Marroni di pelle; rossicci; neri, addirittura. Lettere d’oro sulle coste dichiarano gli argomenti.
Colori cupi, di quando il diritto era scienza esoterica per pochi. Linguaggio iniziatico, da pochi conosciuto; deposito di sapienza e di potere.
Collane uniformi ed eleganti, use a far mostra di sé sugli scaffali polverosi e scricchiolanti degli studi di avvocati o notari, oppure destinate ad adornare biblioteche di palazzo. Scuri e ordinati, quei volumi. A ricordare che, di fronte alla legge, poca cosa è la persona.

Più in qua nel tempo, le cose mutano.
Sono gli anni ’60. Le Università si riempiono. La divulgazione prende piede; e la tipografia diventa povera. Copertine leggere, colori sbiaditi.
Più noia che minaccia.

E oggi… oggi invece è un tripudio di colori. L’editoria di massa è anche concorrenza: occorre rallegrare l’acquirente. Il grafico suggerisce formati e colori accattivanti.
Rossi squillanti; lucidi azzurri, grigi eleganti. Non manca il giallo, né il viola; il verde è presente in abbondanza, insieme al blu, al bianco e al crema, in molte sfumature.
Libri belli, verrebbe da dire; e a portata di tutti. La prosa, purtroppo, continua sovente nella sua oscurità.

Ma non sono solo questi, i colori del diritto.
Per molti il diritto è bianco o nero: la ragione e il torto, su sponde diverse, inconfondibili. Ma si sbagliano. Il diritto è, anzitutto, sfumatura: è la gamma del grigio, modulata in tutte le sue potenzialità, a segnare il territorio che divide il giusto dall’ingiusto.
Se poi li apriamo questi codici, questi libri, queste raccolte, con un po’ di immaginazione riusciamo a vedere molti, molti, colori. Perché il diritto attraversa tutta la nostra vita, e ne segue vicende e toni.

Nel codice civile c’è l’amore, in tutto il suo percorso.
La luminosità del fidanzamento e la brillantezza dei primi tempi, nei quali ci si scambiano le promesse più azzardate: e il codice lo sa che son promesse che volano, e che non impegnano.
Il matrimonio (il giorno più bello?), con il bianco dei fiori d’arancio; ma anche il nero su bianco degli accordi e dei doveri patrimoniali.
Verranno poi i figli: il rosa e l’azzurro, come da tradizione.
Più in là – non obbligato, ma statisticamente presente – il colore della tempesta e del litigio: la noia, il tradimento, l’abbandono; e poi: la separazione, il divorzio.
Arriverà, prima o poi, il nero del lutto e le tristi pratiche delle successioni: eredità contese, divisioni dei beni; ultime volontà; sincerità inattese; ipocrisie per i posteri; pentimenti in extremis; rancori oltre il limite naturale e dichiarazioni di affetti.

Saltando oltre, articoli e commi ci portano nella campagna. E lì sì che è un tripudio di colori.
Il codice ci parla – per dirci dove piantarli – di noci e di castagni, di querce, di pini, di cipressi; di olmi, di pioppi, di platani; di viti e arbusti, di piante da frutta; di ontani e di robinie.
Ai colori della primavera e della vita ci riportano le regole che parlano di api che sciamano da un fondo a un altro; di conigli, di pesci, di colombi che fuggono, migrano, scelgono nuovi luoghi e nuovi proprietari.
E quando la natura si ribella, quando il cielo si fa plumbeo e scarica con potenza la sua rabbia – sino a stravolgere l’aspetto dei luoghi –, il diritto è lì, a dire cosa fare di quelle rive dal profilo mutato, di quelle nuove isole sorte in mezzo a un fiume, di quegli alvei che le acque hanno abbandonato.

C’è, ancora, il grigio ferrigno dei contratti. Dei patti da rispettare, delle cose, del danaro.
Dal codice civile a quello penale cambia il tono, l’argomento, e cambiano anche i colori.
Tutto si fa più severo, e anche più vivido.
C’è il reato e il dolore delle vittime; c’è la pena, e la sofferenza dell’espiazione.
È certo che il rosso e il nero sono, qui, padroni del terreno.
Il rosso delle passioni, della rabbia, della violenza; il nero della crudeltà, dell’occultamento, della frode. Il giallo, che per consuetudine letteraria segna, nella nostra fantasia, le copertine del delitto.
L’esercizio potrebbe continuare…; ma il colore non è solo dei libri e nei libri che parlano di diritto.

A domanda precisa un’amica ha risposto con sicurezza: «Il diritto è bianco». Ho capito che per lei, idealista e non giurista, il diritto è Diritto. Diritto con la maiuscola: si raddrizzano i torti; si difendono i deboli; si tutela la libertà.
È così? Dovrebbe esserlo. E forse è proprio questo il fine ultimo della ‘battaglia per il diritto’: un Diritto ‘bianco’; non minaccioso, rassicurante, imparziale.
Eppure – come sa chi, nella propria vita, ha dovuto varcare la soglia di un tribunale – non di rado le prospettive sono oscure. Chi domanda giustizia entra a volte in un tunnel lungo e tenebroso, il cui sbocco si vedrà, se si vedrà, quando le ragioni del contendere saranno forse dimenticate.
Come nel film di Orson Welles – dal romanzo di Kafka – il colori del Processo possono essere cupi; i colori dell’assurdo.
Perché, spesso, il diritto è enigmatico; e la Giustizia si ammanta del colore del mistero.

© Riproduzione riservata

Luigi Gaudino

Luigi Gaudino è docente di Diritto privato comparato presso l’Università di Udine. Ha pubblicato studi in materia di responsabilità civile, diritti della personalità, rapporti contrattuali. Attualmente si occupa delle nuove frontiere dei diritti della persona e collabora con la testata giornalistica "Il Piccolo" di Trieste; la sua ultima pubblicazione è 'Il cinema alla sbarra' (Forum, Udine 2007).

Commenta

La tua email non sarà pubblicata né diffusa. I campi obbligatori sono segnalati da *




saperi e pratiche si incrociano
per conoscere
nella pluralità
di pensieri
contro dogmi
e universalismi
multidisciplinare
multilinguaggio
multistile
multiverso

Forum Editrice Universitaria Udinese Università degli Studi di Udine in collaborazione con cdm associati - comunicazione e visual design in collaborazione con Altreforme - ricerca / web&multimedia / formazione
Privacy Policy